AF · 1988/012 Cherubini
violino
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Description
Lo strumento proviene dalla bottega del liutaio livornese Antonio Gragnani, come testimonia l'etichetta posta sul fondo: «Antonius Gragnani fecit / Liburni anno 1784 <globo tagliato sormontato da una croce>». Inoltre sono presenti due marchi a fuoco con le iniziali dell'autore «A?G» inscritte in un rettangolo, che si trovano all'unione delle fasce inferiori sotto il bottone e sulla nocetta. Lo strumento deriva da una viola di piccolo formato ridotta alle spalle superiori e alla curva inferiore e ritagliata lungo la commettitura. Il violino entra a far parte della collezione nel 1937 in seguito alla donazione di Assunta del Bello. Un particolare interessante riguarda la composizione del filetto: il filo centrale è tipicamente toscano, in faggio, mentre quelli neri di materiale compatibile con il fanone di balena, una derivazione tecnica di origine nordica. L'utilizzo di questo particolare materiale è certamente distintivo della bottega dei Gragnani, anche se in altri casi è stato adottato dalla scuola toscana e più raramente in altre parti d'Italia.