AF · 1988/017 Cherubini
viola
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Description
Lo strumento è privo di etichetta, ma sotto la tavola armonica, a destra della catena e in posizione centrale, sono tracciate le seguenti lettere in inchiostro nero: «S L ? I ? C ? I ? H[?]» la cui interpretazione non è al momento chiara. Viene menzionato per la prima volta nel catalogo del Museo del 1911; come data post quem per l'acquisizione possiamo prendere il 1867, anno del precedente inventario della collezione, nel quale lo strumento non compare. Lo strumento è riconducibile alla scuola napoletana, e in particolare alla bottega Gagliano all'epoca in cui lavorava anche Giovanni, figlio di Nicolò. L'attribuzione è suffragata da molti elementi: scelta dei materiali, faggio per controfasce e filettature; tecnica esecutiva, in particolare nella testa; modello di riferimento, come si coglie nella forma e nella posizione delle effe. Lo strumento è di particolare interesse storico perché conserva l'impostazione originaria "barocca" del manico, anche se lo strumento è databile ai primi dell'Ottocento.