AF · 1988/175 Cherubini
serpentone
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Description
Questo strumento è costituito da due parti di legno speculari, probabilmente castagno, scavate nel senso della lunghezza, quindi incollate e coperte di pelle per garantire la tenuta d'aria. Si spiega immediatamente l'origine del suo nome osservandone la forma a "s" funzionale a rendere raggiungibili dalle dita i 6 fori che lo caratterizzano. Il serpentone riunisce in sé le caratteristiche tecniche tipiche dei legni e degli ottoni: infatti sul corpo dello strumento sono presenti 6 fori per la diteggiatura come nei flauti o nei clarinetti, ma il suono è creato dalla vibrazione delle labbra dell'esecutore appoggiate al bocchino come negli strumenti d'ottone. Il serpentone fu costruito dal torinese Luigi Cerino, come riporta il marchio sulla ghiera, e faceva parte della collezione granducale già nel 1799. Questo strumento, affermatosi nel corso del Cinquecento, cadde rapidamente in disuso e fu ripreso a metà del Settecento per accompagnare la musica sacra o come sostegno nelle note più basse all'interno dei complessi bandistici o nei piccoli insiemi di fiati, utilizzo al quale era destinato anche questo esemplare che rispecchia la tipologia di fine Settecento senza chiavi.
Inscriptions
stemma/marchio documentario su sulla ghiera: LORENZO / CERINO / A TORINO.